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GIOVANI/Etica e sostenibilità economica. Il seminario della Community di IO Tifo Positivo.

Un sabato mattina con i campioni Valentina Marchei, pattinatrice, Daniela Masseroni, ginnasta, Paolo Cozzi, pallavolista. Germano Lanzoni, volto de il Milanese Imbruttito e speaker di A.C. Milan a condurre con grande ironia e capacità gli interventi.

Queste le invitanti basi per il seminario dello scorso 7 aprile sulla compatibilità tra etica e sostenibilità economica nello sport, organizzato da Comunità Nuova a CN l’HUB coinvolgendo giornalisti, importanti esponenti del mondo sportivo e le società che hanno aderito alla community di IO Tifo Positivo. Un’iniziativa che sarebbe piaciuta molto anche a Daniele Redaelli, giornalista de La Gazzetta dello Sport scomparso lo scorso dicembre al quale è stato dedicato il workshop, sempre molto attivo per il progetto di IO Tifo.

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Tanti i temi toccati: dai valori fondanti dello sport al significato della Community, passando per la condivisione delle buone prassi e dalla riflessione sulla possibilità e le modalità di sponsorizzazione “etica”.

I grandi campioni, Marchei, Masseroni e Cozzi, hanno voluto mandare un messaggio importante, ancora più significativo perché proveniente da persone che nello sport hanno avuto successo. Ciò che conta è sempre la passione, a livello amatoriale o a livello agonistico: è la spinta che dà valore alla fatica, che porta a non arrendersi, ma anche a riconoscere la sconfitta.
Lo sport è una palestra di vita dove i valori e principi dell’agire quotidiano si fanno più chiari ed evidenti. Idea che don Gino, presente al seminario, ha voluto ribadire, ricordando l’importanza dell’educazione e della formazione per i giovani: ogni opportunità di crescita, come quella rappresentata dallo sport, va colta, soprattutto in un contesto come quello attuale in cui anche la scuola fatica a portare a termine il proprio compito.

Gli sportivi intervenuti hanno voluto evidenziare anche il grande contributo positivo del pubblico, quando riconosce il valore dello sport, la fatica degli atleti, indipendentemente dalla vittoria.

Questo è il vero senso del tifo, lontanissimo da quelle manifestazioni degenerate che molto spesso emergono invece nell’ambito calcistico.

Molto forte e provocatorio, in questo senso, l’intervento di Claudio Arrigoni, giornalista de La Gazzetta dello Sport: gli spalti degli stadi di calcio sono troppo spesso considerati zona franca, dove anche famiglie con bambini si abbandonano ad atteggiamenti non tollerabili, comportamenti che le stesse persone non manifesterebbero al di fuori di questo contesto. Basti pensare semplicemente alla violenza verbale e al linguaggio volgare accettati senza problemi.
Una situazione paradossale che coinvolge l’intero fenomeno tifo e non soltanto la frangia più estremista. Un tifo che andrebbe completamente rifondato dalle basi.

Forse non di rifondazione, ma di cambiamento di filosofia si può invece parlare per il rapporto tra società sportive e sponsor. Gianmaria Restelli di UnipolSai Assicurazioni, sponsor di Briantea84, e Luigi De Micco, presidente di ASD PlayMore! rappresentano i due poli di questo legame. Con le loro testimonianze hanno voluto dimostrare che la compatibilità tra etica e sostenibilità economica è possibile e auspicabile, frutto di scelte scomode e faticose, non centrate sul guadagno immediato ma sul coinvolgimento degli attori in gioco, sulla comunicazione di un messaggio importante.

Ma come dare concretezza al riconoscimento dei valori e continuità all’applicazione delle buone pratiche? La community di IO Tifo Positivo rappresenta uno “strumento” ideale, propulsivo per la crescita delle relazioni e la diffusione di principi dello sport.

Al seminario sono intervenute società che già aderiscono al progetto, portando le loro esperienze: SSD Minerva Milano, U.C. Ardor Busto Arsizio, Sitting Volley Missaglia, GSO San Giorgio, G.S. Bresso 4, Amatori Union Rugby Milano, Briantea84. Far parte della Community significa riconoscere gli otto valori su cui fondare le buone pratiche: divertimento, inclusione, rispetto dell’avversario, gestione e sostegno delle emozioni, valorizzazione del contesto sportivo, riconoscimento delle persone che ricoprono incarichi, relazioni di qualità, formazione. A questo deve seguire un impegno attivo, visibile, che sfocia in azioni riconoscibili e attività collaterali replicabili dalle altre società della Community. Uno stimolo a connettersi, a mettere maggiore energia affinché lo sport possa essere vissuto in modo innovativo, sano, rispettoso.

Per info sulla Community di IO tifo positivo: https://www.facebook.com/communityiotifopositivo/

 

Scarica la brochure della Community di IO Tifo Positivo

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