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INFANZIA e FAMIGLIE/Il significato di “essere genitori”

Dopo aver condiviso la presa di posizione del CNCA rispetto al Congresso Mondiale delle Famiglie che si è aperto oggi, 29 marzo, a Verona, sentiamo l’impellente bisogno, aiutati dalle riflessioni di Taurino e Bastianoni, di contribuire al dibattito sulla genitorialità prendendo in considerazioni le attuali trasformazioni degli scenari familiari.

Riportiamo l’introduzione alle attività dell’Area Infanzia e Famiglie, presente nel nostro Bilancio Sociale dell’anno 2015.

ESSERE GENITORI

Per poter affrontare un simile argomento è importante fare una prima operazione, ossia sospendere il giudizio, per fare spazio ad una cultura della molteplicità e della complessità che sappia rinunciare ai presupposti di una naturalità del funzionamento genitoriale garantito necessariamente dalla co-presenza di eterosessualità, coniugalità, generatività.

Dapprima ci pare indispensabile accennare alle caratteristiche essenziali per un adulto che esercita funzioni genitoriali:

-       Capacità di provvedere all’altro, di conoscerne il funzionamento corporeo e mentale

-       Capacità di garantire protezione, attraverso l’adeguatezza dell’accudimento e rispondendo al bisogno di sicurezza

-       Capacità di entrare in risonanza affettiva

-       Capacità di garantire regolazione, cioè la strutturazione di strategie che mettano l’altro nelle condizioni di “regolare” i propri stati emotivi e organizzare le adeguate risposte comportamentali che ne conseguono

-       Capacità di dare limiti (funzione normativa)

-       Capacità di dare contenuto alle percezioni e alle sensazioni (funzione significante)

-       Capacità di garantire una funzione trans-generazionale (sentirsi dentro una storia).

Le funzioni sopra elencate non possono prescindere dalla consapevolezza che, per esercitare una genitorialità equilibrata, è fondamentale un approfondimento del proprio mondo rappresentazionale di figlio, da cui si originano i complessi vissuti emotivi che arricchiscono e/o ostacolano la disponibilità di accogliere una bimba o un bimbo, siano essi figli biologici, acquisiti a tempo indeterminato, determinato, per affetto o per professione. Da questa disponibilità ne nasce una storia relazionale irripetibile, che è il frutto della singolarità del genitore e dell’unicità del figlio; una relazione che esige estrema cura, delicatezza, rispetto.

Il nostro desiderio è che queste riflessioni arricchiscano i pensieri rispetto alla genitorialità e permettano ad ognuno di posizionarsi senza preclusioni pregiudizievoli ideologicamente connotate.

 

L’immagine di copertina di questo articolo è di Arianna Vairo e fa parte del mazzo di carte utilizzato come strumento educativo del progetto Me&You&EveryOneWeKnow contro la violenza di genere.

 

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