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tifo_sansiroFormiamo una cultura della sportività

1. Perché "Io tifo positivo"
Da una rapida analisi del rapporto tra tifo e mondo dello sport emerge chiaramente che il problema del tifo violento è concentrato soprattutto negli sport di squadra e in particolare nel calcio. Fatta eccezione per qualche isola felice (si pensi agli stadi inglesi, ma solo nell'ultimo decennio), l'equazione stadio = calcio = violenza è valida in tutto il mondo. In Italia il problema sembra peggiorare di anno in anno e gli ultimi episodi di violenza testimoniano la drammatica situazione che sta vivendo il mondo del calcio. Da più parti si discute sulle possibili soluzioni al problema: c'è chi sostiene un'azione di dura repressione del fenomeno e chi invece suggerisce un sorta di dialogo con la "parte buona" dei tifosi. Con "Io Tifo Positivo" si intende, invece, proporre una terza via tutta incentrata sulla formazione di una "cultura della sportività" nelle giovani generazioni, attraverso una serie di azioni educative volte alla prevenzione del tifo violento.
Il progetto educativo e formativo che ci si propone ha come obiettivo strategico quello di restituire al "gioco più bello del mondo" la sua dimensione, appunto,  di gioco, di evento sociale, di divertimento e di… sport.

2. Concept
L'idea alla base del progetto è quella di organizzare una serie di azioni educative rivolte agli studenti delle scuole primarie e medie del territorio provinciale di Milano. Si è convinti, infatti, che solo attraverso un intervento educativo-formativo a "monte" si può, nel tempo, affrontare il problema del tifo improprio. Agli studenti, fanciulli e ragazzi tra i 6 e i 13 anni, viene proposto un itinerario formativo di quattro incontri per favorire una maggiore consapevolezza del tema trattato, puntando a conseguire benefici in ordine alle scelte che saranno chiamati a compiere da futuri adulti (e da futuri tifosi allo stadio).
Le attività coinvolgono fanciulli della scuola primaria e ragazzi della scuola secondaria di primo grado, si utilizzano perciò linguaggi e metodologie didattiche comprensibili e familiari. I linguaggi e i contesti di riferimento, dunque, rispettano le diverse età  protagoniste del progetto.

3. Naming
Il titolo del progetto intende sottolineare la volontà di educare i fanciulli e i ragazzi a "tifare per lo sport" prima ancora che per la squadra del cuore. Il verbo tifare è coniugato alla prima persona singolare proprio per sottolineare come le scelte delle vita, e di conseguenza quelle del tifo, sono personali e non possono essere demandate a chicchessia o a gruppi di qualsiasi genere.

4. Obiettivi
Attraverso il progetto "Io Tifo Positivo" si perseguono i seguenti obiettivi:

  • Favorire la formazione nei bambini e nei ragazzi di una mentalità sportiva positiva;
  • Far comprendere le origini, i significati e le ragioni di alcuni atteggiamenti sociali legati allo sport e al tifo;
  • Educare al rispetto reciproco e alla tolleranza;
  • Sostenere i processi d'inclusione di bimbi e ragazzi diversamente abili;
  • Proporre i valori dello sport come principi ispiratori delle relazioni umane;
  • Ridimensionare il fenomeno "tifo" ai soli luoghi e tempi dello sport;
  • Proporre un modello sostenibile di tifo.

5. Operatori
Le attività sono progettate e realizzate da una équipe costituita da un coordinatore e due educatori esperti nelle tematiche sportive e nell'uso di tecniche animativo-espressive.

6. Territorio
"Io tifo positivo" è stato sperimentato tra i ragazzi delle scuole a Rozzano e a Concorezzo, grazie a una stretta collaborazione tra Comunità Nuova onlus, gli Istituti scolastici e le Amministrazione comunali. Le attività sono sostenute anche dalla Provincia di Milano e patrocinate da "La Gazzetta dello Sport".

INDICATORI

Nel 2009 il progetto ha coinvolto 750 studenti.

UN DOCUMENTO

I questionari distribuiti e restituiti dagli studenti:


Per informazioni e contatti:
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