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PREMESSA
Sempre di più in questi anni il tema della legalità e del conseguente rispetto delle regole è diventato terreno di confronto con le giovani generazioni, che sembrano aggiungere alla consueta trasgressione adolescenziale una confusione derivante da un contesto socio-culturale che non dà più punti di riferimento etici e valoriali sul tema dei diritti e della giustizia. Questo mix tende a minare le più semplici regole di convivenza sociale nei vari contesti di vita, il gruppo, l'istituzione scuola, la famiglia con la conseguenza che il diritto soggettivo e i rapporti di forza diventano unico metro di paragone per regolare le questioni inerenti al tema della giustizia.
La libertà, la dignità e l'identità di una persona se non sono sostenuti e riconosciuti da una società come diritti di tutti e di ciascuno non hanno possibilità di esistere. E i percorsi che conducono ogni cittadino a riconoscersi come tale e a farsi garante di cittadinanza per tutti gli altri, possono essere solo percorsi di formazione e di educazione che forniscono a noi e alle giovani generazioni gli strumenti necessari per vivere una cittadinanza attiva, che garantisca i diritti indispensabili per essere persona e i beni fondamentali che consegnano dignità umana al vivere.
Educare alla giustizia e alla legalità vuol dire insegnare e imparare democrazia. "Coincide con il costruire (preparare, progettare, attuare, promuovere, verificare ...) quei meccanismi di protagonismo, partecipazione e rappresentanza che rendono ciascuno di noi moltiplicatore di giustizia e di legalità e non avaro individualista ripiegato sui propri interessi trasformati in privilegi" (don Luigi Ciotti "Il piacere della legalità" ed. Libri Scheiwiller, 2002)
Da questo contesto, sinteticamente descritto, è nata l'idea di un intervento pedagogico che metta al centro dell'attenzione la giustizia intesa come insieme di diritti individuali e collettivi che garantiscano la possibilità di una convivenza sociale ma anche come insieme di tutele che permettano l'esercizio effettivo di tali diritti.
Comunità Nuova Onlus è un'associazione non profit che opera nel campo del disagio e della promozione delle risorse dei più giovani. E' presieduta da don Gino Rigoldi, cappellano dell'Istituto penale per minorenni "Cesare Beccaria" di Milano, e da anni incontra, accoglie e ascolta, sia all'interno del carcere, presso i propri servizi, nelle scuole, nei luoghi di aggregazione e in strada le storie di migliaia di ragazzi e ragazze.
OBIETTIVI
Gli obiettivi dell'intervento possono essere così descritti:
- Sperimentare la possibilità di discutere di giustizia. Si vuole tornare a parlare con i ragazzi in un periodo storico dove la questione della giustizia viene liquidata con una legalità imposta e sempre meno argomentata.
- Condividere un linguaggio e un senso della giustizia. Capire perché serve un insieme di regole che sostengano la convivenza sociale, condividere alcune parole chiavi come diritti uguaglianza e regole.
- Aumentare la consapevolezza dei propri diritti, dei propri doveri, e delle responsabilità correlate. Chiarire quali sono i diritti, perché esistono i doveri e qual è il loro confine
- Riflettere sulle regole di convivenza di cui ci si è dotati. Che qualità di giustizia vivo? Sono oggetto di ingiustizie? Pratico la giustizia?
- Confrontarsi con adulti significativi. Dare la possibilità di confrontarsi con modelli adulti positivi che riescano a dare uno spessore valoriale credibile al tema proposto
METODOLOGIA
L'intervento prevede un percorso in classe di 2 incontri di due ore ciascuno condotti da due educatori e la possibilità di aggiungere un terzo incontro con la testimonianza di don Gino Rigoldi.
La struttura degli incontri è:
1° incontro – L'esigenza della giustizia Tramite stralci dal testo "Sulle regole" di Gherardo Colombo si propone una riflessione guidata sui temi della giustizia, della società verticale o orizzontale, sull'esigenza delle regole per la convivenza sociale. Il tutto riportato all'esperienza quotidiana dei ragazzi con riferimenti al gruppo dei pari e alla scuola
2° incontro – Aspetti emotivi della trasgressione Si propone un lavoro sugli aspetti emotivi della trasgressione: fascino, timore, affermazione del sé. Si conclude con una sintesi dei due incontri con l'obiettivo di equilibrare l'aspetto etico – congnitivo con quello emotivo.
Questi incontri sono tenuti da una coppia di educatori di Comunità Nuova con una lunga esperienza di incontro e formazione nelle scuole, nei contesti giovanili e in Beccaria. La metodologia proposta è attiva e mira al coinvolgimento e all'espressione del gruppo tramite attivazioni quali le simulate, il brain storming e il lavoro in piccoli gruppi.
Alla fine del percorso c'è la possibilità di preparare delle tesi o delle domande da proporre in un 3 incontro assembleare con don Gino Rigoldi dal titolo "Il fascino di un'esperienza".
FASI DI REALIZZAZIONE
- incontro con la Commissione Salute o Referente alla Salute per analizzare i bisogni e individuare le necessità;
- incontro coi docenti coordinatori per presentare le classi e focalizzare gli obiettivi e l'articolazione del percorso;
- realizzazione, in ogni classe, di due incontri, di 2 ore ciascuno, condotti da due educatori in contemporanea;
- incontro, su richiesta, assembleare con don Gino Rigoldi
- somministrazione di un questionario di valutazione;
- restituzione del lavoro svolto in ambito di riunione plenaria coi docenti.
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