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Dal 2004 Comunità Nuova ha avviato un percorso di qualificazione della propria capacità di valutare progetti, servizi e attività in genere.
Linee guida per la nostra valutazione
Le linee guida che qui sintetizziamo sono il frutto di un percorso di autoformazione e approfondimento condotto dal gruppo valutazione dell’associazione. Per noi è importante che le valutazioni che conduciamo siano coerenti con la nostra idea di lavoro con le persone. Cerchiamo, pertanto, di muoverci con la consapevolezza che esprimiamo giudizi che riguardano le azioni che realizziamo e il loro valore sociale, ma non esprimiamo giudizi sulla natura delle persone che queste azioni compiono o ricevono.
1. La valutazione serve ad apprendere
La ragione per cui conduciamo processi di valutazione è apprendere sul modo in cui lavoriamo, sui mondi che abbiamo intorno e i soggetti che li abitano, sui fenomeni che affrontiamo. I processi di valutazione ci aiutano a far emergere il significato del nostro agire sociale, dandoci strumenti concettuali per rappresentare e comunicare la cultura e i valori sottesi al nostro agire sociale. Il percorso di valutazione serve agli operatori coinvolti per rileggere la propria esperienza professionale e consentire loro un riposizionamento rispetto al proprio ruolo.
2. Facendo valutazione si impara a fare valutazione
La valutazione stessa è un processo d’apprendimento sui modi, sulle tecniche e sui contenuti della valutazione. La risignificazione dei processi di valutazione fa parte di un processo di costruzione dell’associazione quale organizzazione riflessiva. Ci aspettiamo che la riflessione sul modo in cui conduciamo i processi di valutazione generi cambiamenti nel modo in cui li realizziamo, faccia emergere bisogni formativi e di confronto. 3. Una valutazione flessibile e adeguata al progetto Il processo di valutazione deve essere adeguato al progetto realizzato, agli obiettivi che si dovevano perseguire e al contesto cui è stato rivolto. Per contesto intendiamo sia il territorio che ha ospitato il progetto, sia il livello istituzionale coinvolto. L’esigenza di condurre processi valutativi adeguati implica la capacità di flessibilità e di ascolto delle esigenze degli attori sociali coinvolti.
4. Una valutazione sostenibile
Realizzare valutazioni sostenibili significa avere sempre presente l’importanza di un corretto impiego delle risorse dell’associazione e dei singoli servizi o progetti. Pensiamo alle risorse economiche, ma anche alle risorse immateriali che costituiscono il valore essenziale d’organizzazioni come la nostra: il capitale fiduciario, i carichi emotivi e relazionali, i tempi di vita e di lavoro.
5. Una valutazione il più possibile rigorosa e competente
Il processo di valutazione deve essere condotto in modo rigoroso e competente, avendo cura di rendere di qualità il percorso intrapreso. La competenza è, prima di tutto, la capacità di argomentare le scelte che compiamo in tutte le fasi della valutazione: dalla redazione del progetto di ricerca valutativa, alla scelta e progettazione degli strumenti da impiegare nel processo valutativo, alla redazione e diffusione dei report.
6. Una valutazione trasparente e documentata
Occorre che, sin dalla redazione del progetto di ricerca, tutti i passaggi importanti della valutazione siano documentati, nel caso facendo ricorso ad un taccuino della valutazione. La trasparenza si traduce nella scelta etica di comunicare i risultati della valutazione anche quando mettono in luce criticità nel nostro operare.
7. Valutazione comunicabile
Gli esiti dei processi di valutazione che intraprendiamo devono essere comunicabili agli attori sociali che abbiamo coinvolto, prevedendo sin dalla progettazione del percorso gli strumenti di diffusione dei risultati. Occorre che i nostri materiali di diffusione siano completi, ma anche leggibili e impieghino linguaggi comprensibili. Riteniamo sia importante che la diffusione degli esiti delle nostre valutazioni concorra a diffondere la nostra cultura del lavoro con le persone: dagli operatori dei progetti alle persone che attraversano i nostri servizi.
8. Una valutazione utile
Lo scopo della valutazione è di metterci in condizione di riprogettare le azioni che sviluppiamo, a partire dagli apprendimenti e dagli esiti della valutazione. In questo senso la valutazione concorre a qualificare i processi decisionali sia dei singoli servizi e progetti, che dell’associazione nel suo complesso.
9. Una valutazione coinvolgente e inclusiva
I processi di valutazione devono puntare al coinvolgimento degli attori sociali rilevanti nella realizzazione dei progetti, perseguendo intenzionalmente l’inclusione del loro punto di vista nell’emersione dei significati del nostro agire sociale. Per questo, intendiamo puntare a processi di valutazione che siano i più partecipati possibile, nel rispetto dei limiti di risorse e delle caratteristiche del contesto in cui operiamo. Riteniamo che un modo di procedere inclusivo consenta la diffusione di fiducia nelle relazioni che costruiamo dove operiamo e contribuisca a costruire alleanze che valorizzino le risorse dei territori e delle persone.
La scelta della valutazione interna
Comunità Nuova condivide l’attenzione che un numero sempre maggiore di realtà rivolge alla valutazione. La consapevolezza dell’importanza di far emergere elementi di giudizio sul proprio agire sociale si accompagna, però, all’insoddisfazione per un mercato della valutazione che si muove su criteri non sempre condivisibili e che spesso richiede l’adesione a modelli rigidi di servizio e d’intervento. La scelta di privilegiare, nel rispetto dei vincoli posti dalla committenza, la valutazione interna nasce dal desiderio di superare una impostazione del processo valutativo che enfatizza aspetti legati ad un approccio economicistico all’intervento sociale. Una scelta compiuta nella consapevolezza che la valutazione interna ha aspetti di forza, ma anche elementi di forte criticità.
Privilegiamo la valutazione interna perché:
- è quella che ci appare coerente con una impostazione della associazione che sempre di più si vuole costruire quale organizzazione riflessiva, impegnata in processi di apprendimento e risignificazione del proprio agire sociale;
- ci consente di curare e rendere più dinamiche le relazioni all’interno dell’associazione, costruendo legami di reciproca conoscenza tra servizi e persone diverse, rinnovando legami di carattere fiduciario, sciogliendo in un’ottica di mediazione i conflitti che possono sorgere;
- consente l’investimento sulle competenze degli operatori, puntando alla loro crescita e valorizzazione attraverso la conduzione di processi che li portino a rivedere, nella rilettura del proprio agire sociale, il proprio ruolo;
- consente di investire nella costruzione di un capitale fiduciario forte, condiviso con gli attori cui chiediamo di partecipare (nelle forme e con il coinvolgimento negoziato) ai processi di valutazione;
- consente di innestare sui processi valutativi anche domande e obiettivi che, superando lo specifico del progetto o del servizio e il mandato della committenza, nascono all’intermo dell’associazione;
- contribuisce a diffondere nell’associazione una cultura della valutazione coerente con l’impostazione di valore che Comunità Nuova riconosce al proprio stile di intervento, enfatizzando l’idea che le persone siano innanzitutto risorse da porre al centro dei processi sociali.
Siamo consapevoli che la valutazione interna deve affrontare e risolvere alcune criticità, in particolare rischia:
- di vivere delle vischiosità e della personalizzazione delle relazioni che si costruiscono all’interno dell’associazione, confermando le dinamiche in atto e rafforzando precomprensioni sulla natura delle tensioni che ci attraversano;
- di mettere in discussione i ruoli all’interno dell’associazione, duplicando funzioni, caricando le persone di responsabilità, mettendo in crisi l’autorevolezza che il valutatore dovrebbe avere;
- di depotenziare la capacità della valutazione di generare cambiamento e sostenere processi decisionali, soprattutto quando si scontra con le dinamiche di potere e con la natura dei flussi di comunicazione all’interno dell’associazione;
- di portare ad una sovrapposizione e una interferenza tra i mandati esterni che il sistema di riferimento assegna alla valutazione e il mandato interno che l’associazione riconosce ai processi di risignificazione del proprio agire sociale;
- di confermare, soprattutto in situazioni di conflitto o di scarsa qualità delle relazioni con gli attori del territorio, un clima di scarsa fiducia e scarso riconoscimento per l’associazione;
- di sottovalutare l’impatto dell’impiego delle risorse economiche e di tempo di lavoro degli operatori;
- di essere percepita come poco scientifica e molto autoreferenziale.
Fronteggiare i rischi e sostenere le potenzialità della valutazione interna ci appare il compito principale con cui l’Associazione deve misurarsi per realizzare percorsi di qualità.
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